Recentemente alcuni classici della letteratura mondiale sono stati ristampati in gradevoli edizioni dalla Newton e Compton, come scritto precedentemente, insieme a molti titoli di prestigio, troviamo anche il testo più famoso del commediografo italiano Carlo Goldoni con la sua "La locandiera" - 1752 - che narra le vicende sentimentali di Mirandolina, prototipo di donna indipendente che non deve solo badare alla sua locanda, ma anche e soprattutto alla schiera di varia umanità maschile che tenta di accedere alle sue virtù.
La trama: Mirandolina è la padrona di una locanda veneziana frequentata da nobili, o presunti tali, innamorati di lei: da conti e marchesi decaduti, servi gelosi e cavalieri misogini, la ragazza deve compiere prodigi di equilibrismo per mantenere la clientela e allo stesso tempo impedire che alcuni di questi signori si avvicinino eccessivamente alle sue grazie.
Mirandolina, dato il periodo in cui Goldoni scrive questa commedia in 3 atti, compie un autentico miracolo: ancora oggi la locandiera è un manifesto di come una donna possa essere ironica, intelligente e scaltra, mantenendosi fieramente indipendente rispetto a come la vorrebbero gli uomini dell'epoca.
Anche la sua scelta finale non è affatto scontata...
La locandiera vanta innumerevoli trasposizioni teatrali, cinematografiche (nel 1980 Claudia Mori ne interpretò una niente male) e letterarie; il racconto mantiene una freschezza invidiabile e una lettura frizzante e piacevolissima, adatta a tutte le epoche.
In fondo al libro trova posto un'altra commedia dell'autore veneto, "Gl'innamorati", a mio parere leggermente inferiore alla locandiera ma pur sempre piacevole per gli occhi.
Da avere senza indugio nella propria libreria.
L'ho detto!