Amici che mi seguono.

domenica 2 gennaio 2022

Su Instagram.


 Amici, da qualche tempo sono sulla piattaforma Instagram, dove posterò materiale leggermente diverso dai soliti post su Facebook.
Per chi volesse può trovarmi qui:
L'unico mio account con questo social è solo quello che mostra il mio ritratto, realizzato da Fatih Matto, che vedete sotto (in bianco e nero).
Ne approfitto per comunicare che il vecchio blog, "La penultima matita", non è più attivo da oggi.
Grazie a tutti!
Francesco. 


sabato 1 gennaio 2022

I fumetti del venerdì: "Zagor. Supermike!"

 

Uscito nel 1975 per gli albi Zenith, che propongono mensilmente le vicende dello Spirito con la Scure per la Sergio Bonelli Editore (rispettivamente gli albi originali si intitolavano L'avventuriero, Zagor contro Supermike e La settima sfida), la casa editrice milanese ripropone questa classica storia di Zagor in una strenna da collezione, ormai abituale per i suoi lettori.

La trama!
Durante un viaggio in diligenza, Zagor e Cico si imbattono in uno strano tipo, Mike Gordon, arrivato dalla città e in grado di riuscire perfettamente in ogni attività decida di cimentarsi, suscitando immediatamente le antipatie del Re di Darkwood: lo scontro non tarda ad arrivare, e una volta umiliato da Zagor, Mike Gordon, ormai divenuto "Supermike", una sorta di antitesi all'eroe di rosso vestito, si mette in testa di spodestarlo da Darkwood per vendicarsi. 
Ne vedremo delle belle.  

Entrata di diritto nella cosiddetta "Golden age zagoriana", periodo irripetibile nel quale Guido Nolitta sforna una storia migliore dell'altra, in pieno seventies, questa vicenda mostra una prima parte strepitosa, con disegni perfetti di Ferri, che formava con Nolitta una delle migliori coppie "a fumetti" di sempre, raccontando un viaggio che più western non si può, il quale giunge con la lentezza magnifica dello sceneggiatore a conoscere questo giovanotto dai capelli impossibili e l'antipatia innata (in un'intervista proprio Bonelli ammise di preferire però Supermike persino a Zagor, in fatto di simpatia, e noi ci permettiamo di stupirci appieno) fino a giungere a una seconda parte totalmente diversa, dove l'amore per i comics americani prende il sopravvento, divenendo improbabile e irreale, ma non è tanto interessante quello che ci viene raccontato, bensì come: un po' quel che accade coi raccontatori di barzellette. Se si è bravi, pure una freddura sciocca può far ridere.
Forse non è quel capolavoro che molti zagoriani ritengono che sia, ma una delle più godibili avventure del nostro senz'altro. 
Curioso che in questi volumi cartonati la Bonelli abbia deciso di mutare i titoli originari: non più "Zagor contro il vampiro" o "contro Supermike" ma tagliati, più semplici. 
Chissà perché.
Da notare che il cognome "Gordon" era stato utilizzato come pseudonimo da Zagor per celare la sua identità ad Albert Parkman, capo spedizione nella storia contro il vampiro, uscita pochi anni prima. 
Da evitare come la peste il sequel di questa storia, scritta da Alfredo Castelli e data alle stampe nel 1984.
 

venerdì 31 dicembre 2021

giovedì 30 dicembre 2021

Libro del giorno: "Il tempo di tornare a casa".

 

Matteo Bussola, Il tempo di tornare a casa.
Einaudi, 2021 pagine 184.
 
Ultimo libro del disegnatore / scrittore / conduttore radiofonico Matteo Bussola da Verona, stavolta impegnato in un raccontone corale ambientato in una stazione ferroviaria. 
 
Trama!
In una piccola stazione si intrecciano le storie di un variegato gruppo di viaggiatori, alle prese con piccoli e grandi problemi della nostra quotidianità: si sfiorano, qualche volta si parlano, tratteggiando un affresco molto umano, quasi palpitante nelle azioni e nei pensieri dei protagonisti. 
 
C'è poco da dire: Bussola fa centro un'altra volta con un gruppo di persone (oops, personaggi) così umane e sensibili da rendere impossibile la chiusura del libro, se non per appoggiarlo al petto e riflettere un po'. 
Un libro difficile, ma solo da scrivere!
In estrema sintesi: Matteo Bussola è uno dei migliori scrittori della nuova generazione. 
 

martedì 21 dicembre 2021

Libro del giorno: L'alta fantasia.

 

Uscito pochi mesi fa per la Solferino, "L'alta fantasia", titolo estratto da un componimento di Dante Alighieri, è l'ultimo romanzo di Pupi Avati. 

Trama: il poeta Giovanni Boccaccio, molti anni dopo la scomparsa del Sommo Poeta Dante, si mette in viaggio alla ricerca di Beatrice, monaca e figlia di Alighieri, allo scopo di saldare un vecchio debito.
L'anziana donna vorrà però incontrarlo?

Amo molto l'Avati scrittore, forse più del regista, ma non ero certo di questa lettura: non mi sono mai avvicinato alle opere e alla "persona" di Dante Alighieri, eppure il saper raccontare dell'artista emiliano mi ha nuovamente trascinato: la scrittura qui è ancora più "scarna", sottile, asciutta, eppure i momenti che commuovono vi sono tutti, l'amore e la passione per un determinato periodo italiano pure. Non posso aggiungere altro per non spoilerare troppo, ma acquistate con tranquillità questo libro: anche voi, come me, alla fine resterete soddisfatti, avvinti, e come me avrete voglia di approfondire tutto ciò che riguarda il poeta toscano. 
Pupi Avati, che abbia una telecamera o una penna in mano, sa raccontare come pochi: vi consiglio tutti i suoi libri. 

Vi lascio con l'immagine della dedica che mi ha rilasciato proprio sulla copia di questo romanzo. 
Alla prossima e buone Feste a tutti quanti.
Statemi bene, mi raccomando! 


domenica 14 novembre 2021

"Le Storie" ristampa Judas.

 

All'interno della serie "Le Storie", della Sergio Bonelli Editore, a dicembre verrà ristampato "Judas", crepuscolare antieroe del West: creato dai fratelli Missaglia (Ennio per le sceneggiature e Vladimiro per i disegni) e uscito alla fine degli anni settanta in una quindicina di numeri, la storia racconta le vicissitudini di Alan Scott, ex fuorilegge accusato di aver tradito i suoi complici (da qui l'odiato soprannome) e ora al servizio della legge privata della Pinkerton.

Ho amato molto questa serie a fumetti: Judas era un personaggio senza futuro, senza speranza, senza redenzione. Cinico, solitario, polveroso, dipinto in un West selvaggio con poco o niente di romantico come viene dipinto talvolta.

Ennio Missaglia era molto bravo, suo fratello faceva il suo: essenziale, nervoso, leggibilissimo; si alternò alle matite con un altro sottovalutato artista veneziano, Ivo Pavone. Da soli, loro tre, crearono e realizzarono per oltre un anno un fumetto pienamente godibile.

È una serie perfetta? Niente di più lontano, ma era "sincera", pulita, come non se ne fanno più. Sul finire degli albi, nel 1980, non bisognava essere degli esperti per ravvisare nelle tavole il segno della fretta, della stanchezza, della delusione sul tramonto del personaggio. Se fare il fumettista è un mestiere difficile, e lo è sul serio, allora doveva esserlo di più: non c'erano le pacche sulle spalle, gli apprezzamenti virtuali, i raduni, i like, le vendite di originali agli appassionati, le ricerche di materiale on line, le riviste che potessero gettare quantomeno un po' di luce su questi eroi, pilastri del fumetto nostrano. Provate a cercare qualche immagine su Google di Franco Bignotti o di Franco Donatelli.

Trovato pochino, vero? Quasi niente.

E di tanti altri non abbiamo mai saputo nemmeno il nome o il perché si siano dati a un mestiere tanto strano.

Eppure chiunque stringa oggi una matita in mano deve loro moltissimo.

Mi rabbuio un po' quando sento o leggo che questo fumetto o quel personaggio sarebbero poco fruibili dal lettore odierno, dal giovane: oggi è tutto più facile, vi sono diavolerie che aiutano l'autore, persino nell'aggiustare un po' quel fondale o quella prospettiva non perfettamente riuscita. Ai tempi c'erano solo solitudine, pile di tazzine di caffè e i numeri impietosi che l'editore ti comunicava.

Da lì passava il futuro di artista o l'oblio eterno.

Comprate "Judas".

Ad avercene.