Uscito per la Bonelli da qualche giorno (al prezzo di €. 25,00) questo volume raccoglie tutti i numeri 100 usciti per il popolare personaggio creato da Sergio Bonelli per la sua casa editrice: 4 storie a colori con 3 sceneggiatori differenti!
La prima avventura è "Indian Circus", di cui abbiamo parlato qualche post fa, che non è un numero 100 ma una "celebrazione" del buon numero di lettori che la testata aveva allora.
La seconda, "Il mio amico Guitar Jim" (Nolitta / Ferri sempre al comando) racconta di un inseguimento in territorio apache da parte di Zagor e Cico che intendono raggiungere il controverso chitarrista / pistolero, lo Jim del titolo, reo di aver "tradito" la fiducia del Re di Darkwood.
Al netto di qualche ingenuità (gli apache fanno passare Cico invece di catturarlo pareggiando così il numero degli ostaggi, visto che Zagor minaccia proprio Chorrito, il capo degli indiani), la storia si lascia seguire che è un piacere, calibrata benissimo e con uno Zagor grintoso e risoluto. Il miglior albo a colori di Zagor, senza dubbio.
La terza avventura, intitolata "Il tesoro maledetto", vede Tiziano Sclavi ai testi (anche se allora non venne citato) e racconta di una mappa che "Digging" Bill insegue assieme a Cico per ritrovare una nave che, con il passaggio di una cometa, dovrebbe ritornare in superficie là dove si inabissò! Ma il carico antico nasconde ormai un orrore... indicibile!
Il papà di Dylan Dog aveva già la passione per l'horror, e se allora le lunghe spiegazioni date da "Digging" a Cico mi avevano annoiato, rileggendola oggi l'ho trovata invece brillante e divertente.
Buoni i disegni di Farri.
L'ultima, "La corsa delle sette frecce", sceneggiata da Marcello Toninelli per Zagor 300, racconta una storia classica ma avvincente con l'eroe di Darkwood che per aiutare un suo amico indiano, alle prese con l'eredità di capo tribù, accetterà di duellare al posto suo.
Vicenda colma di adrenalina che vede in alcuni punti uno Zagor davvero eroico e atletico, indiani davvero malvagi e splendide ragazze.
i disegni del grande Gallieno, a parer mio, qui non sono tra i migliori.
Che dire, in chiusura? Il volume merita l'acquisto, fosse solo per i primi classici di Nolitta / Sclavi, e anche Toninelli si fa valere. Certo, alle volte sia l'autore lombardo che quello toscano le fanno buscare al Signore di Darkwood, ma non è anch'egli forse umano? Lo diceva anche Nolitta.
Carinissima l'impaginazione "olografica" e colorata dei lati, ma il prezzo probabilmente è un po' caro.
Ci troviamo di fronte al periodo d'oro del fumetto italiano, non lasciamolo a marcire tra gli scaffali. Sennò poi, quando non ci sarà più, ce ne lamenteremo.





