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domenica 17 agosto 2025

Il fumetto della domenica: Lo hobbit a fumetti

 


Nuova edizione, uscita lo scorso anno, per la Bompiani dedicata a quel gioiello che è "Lo hobbit a fumetti". C'è davvero bisogno di aggiungere altro?

Per i pochi che non lo sapessero, questo volume a fumetti (illustrato dallo statunitense David Wenzel), adatta la celebre storia (prequel de Il Signore degli Anelli) scritta da J. R. R. Tolkien nel 1937 e che racconta le avventure di Bilbo Baggins e di una compagnia di nani che intende riappropriarsi del loro regno sotterraneo, strappatogli dal malvagio drago Smaug. 

Che dire? L'adattamento è eccezionale, preciso e rispettoso, i disegni di Wenzel da gustarsi tavola dopo tavola, così pieni, rigogliosi, entusiasmanti. Sembra davvero che pure il disegnatore abbia trovato le chiavi per entrare nel magico mondo di Tolkien, così come farà anche Peter Jackson anni dopo (la prima versione di questo fumetto è, se non vado errato, dei primi anni '90)  con la sua trilogia cinematografica. 
Questa versione ha un po' troppi refusi, per i miei gusti, ma se amate la Terra di Mezzo o siete solamente appassionati della nona arte, questo fumetto deve necessariamente far parte della vostra libreria! 

martedì 5 maggio 2020

Libro del giorno: La Compagnia dell'Anello.

E così anch'io, dopo non molto tempo dall'uscita della nuova edizione (sempre Bompiani, con traduzione anch'essa nuova di zecca ad opera di Ottavio Fatica), del primo tomo del Signore degli Anelli, La Compagnia dell'Anello, seminale opera fantasy scritta da quel genio che era John R. R. Tolkien, ho finito la (ri)lettura.

Trama!
Risvegliatosi dopo secoli di torpore, l'anello più potente della Terra di Mezzo, con il quale il malvagio Sauron può dominare i popoli, finisce nelle mani de lo hobbit Frodo Baggins, nipote acquisito di quel Bilbo Baggins protagonista del precedente libro di Tolkien, "Lo hobbit", con la cognizione definitiva di doverlo distruggere: inizia così un lungo e avventuroso viaggio in compagnia di otto avventurieri (due umani, 3 hobbit, un elfo, un mago e un nano) diretti alla montagna di Moldor, dove un fuoco eterno può distruggere il malvagio oggetto.

Del libro, bene o male, si sa già tutto. Vorrei concentrami anch'io, pur senza possedere meriti o titoli di chi mi ha preceduto, sulla controversa nuova traduzione che Fatica ha realizzato per questo primo volume (gli altri dovrebbero uscire a distanza di circa sei mesi).
Va subito detto che alcune scelte del pur ottimo traduttore fanno storcere decisamente la bocca, già al primo assaggio: ecco che Sam il Gaffiere, fedele servitore di Frodo, diviene Samplicio, e suo padre non più "gaffiere" ma "Veio".  Niente più "Granpasso", "Pipino", "Brendibuck", "Decumano Est", "Puledro Impennato", "raminghi", "Collevento", "Omorfo Cactaceo"; al loro posto  "Passolungo", "Pippin", "Brandaino", "Quartiero Est" (?), "Cavallino Inalberato" (?), "Svettavento", "Omorfo Farfaraccio".
Anche la famosissima poesia sugli anelli subisce una netta trasformazione, e manca - tanto per dirla tutta - anche la mappa del mondo immaginato dallo scrittore britannico.
Probabilmente la inseriranno nelle edizioni dei due libri che seguiranno questo. Non so.
Quello che so, invece, è che siamo abituati ai vecchi nomi, travasati anche nella celebre trilogia cinematografica realizzata da Peter Jackson a inizio secolo: non è tanto quindi una questione tecnica, quanto di affezione.
Se in lingua originale, ad esempio, "gaffiere" non esiste e neppure "Decumano", ci eravamo abituati alla prima edizione Rusconi, tradotta da Vittoria Alliata, con trovate decisamente azzeccate. D'accordo, Tolkien scriveva "ranger" per indicare la via intrapresa da Aragorn dopo la decisione di non seguire le orme da futuro re, e l'esatta traduzione italiana sarebbe quella decisa da Fatica, cioè "forestale". Però è altrettanto chiaro che qui da noi la forestale è una forza di polizia da poco inglobata, seppur parzialmente, dai carabinieri, ed era lampante che tale scelta avrebbe scatenato polemiche, mugugni e qualche pernacchia.
Insomma risulta poco chiara la decisione presa dal traduttore, che talvolta sembra incerto sul da farsi: italianizza molti termini, ma poi lascia "Pippin"; sveltisce dei passaggi per renderli più snelli e, probabilmente, maggiormente appetibili per un pubblico giovane di oggi, ma poi lascia aggettivi e parole fuori moda da anni.
Questo lascia francamente titubanti.
 Era un lavoro sfiancante, me ne rendo conto, "Il Signore degli Anelli" è una bibbia per ogni appassionato di fantasy, ma proprio per questo, probabilmente, avrebbe dovuto tenere un occhio anche sulla sensibilità dei vecchi appassionati, per nulla disposti a vedere così trasformati luoghi e personaggi amati tutta la vita: inspiegabile una semplice trasformazione da "Puledro impennato" a "Cavallino inalberato": inalberato da cosa? Perché?
Censurata anche la parola "pony": gli hobbit, da principio, cavalcano dei semplici "cavallini". Insomma la coerenza non è il forte di questa nuova traduzione italiana.

Però non tutto è da buttare, suvvia! Ottavio Fatica conosce bene il suo mestiere, non è un "debuttante allo sbaraglio", come qualcuno vorrebbe far credere, e il suo lavoro è chiaro, appassionato, dal gran ritmo: diciamocelo chiaramente! Questo primo libro si legge che è una meraviglia, spedito e lucidissimo. Curato alla perfezione, ho trovato un solo refuso, non ha mai abbassamenti di ritmo, si gusta come e quanto il precedente, se siete disposti a passare sopra i difetti o presunti tali, elencati più sopra.
Io l'ho riletto tutto, in pochissimi giorni, e mi sono commosso nuovamente, immergendomi in un mondo irripetibile creato da uno scrittore, probabilmente, inarrivabile.
Il mio consiglio, quindi, non è quello di basarvi su scritti come il mio, ma di comprarlo e leggerlo tutto, voi stessi.
In fondo è l'unico giudizio che conta.

P. s.
L'immagine della copertina, invece, una veduta di Marte o qualcosa del genere, non ha giustificazioni.

martedì 24 dicembre 2019

Il libro del giorno: Il Signore degli Anelli.

Ed eccolo, uno dei libri più importanti del XX° Secolo, il fantasy per eccellenza: amatissimo o detestato, il libro che uscì diviso in trilogia, nonostante il parere contrario del suo autore, J. R. R. Tolkien, nel 1955 dopo il successo inaspettato del capostipite, il maggiormente fiabesco "Lo Hobbit": questo è ambientato nella Terza Era e vede il ritorno di Gandalf il Grigio e, seppur parzialmente, de lo hobbit Bilbo, che lascerà qui il ruolo del protagonista al nipote Frodo.

La trama:
tutto ruota intorno a un anello magico, in grado di rendere invisibile chi lo indossa: l'anello, trovato da Bilbo nella sua precedente avventura, attira lo sguardo del terribile signore del male Sauron e per questo Gandalf deve distruggerlo, gettandolo nelle fiamme eterne di Monte Fato; per farlo incarica proprio il nipote de lo hobbit, Frodo, che parte per questa missione accompagnato da un gruppo di eroi: due umani, un elfo, un nano e altri 3 hobbit.
Sarà l'inizio di una grande, indimenticabile avventura.

Cosa volete che scriva su quest'opera immensa? C'è già tutto, infatti, nonostante le miriadi di opere, anche belle e considerevoli sul genere arrivate dopo di lui, "Il Signore degli Anelli" resta insuperato per atmosfere, complessità di trama, personaggi e ambientazione, capace di scrivere il fantasy assoluto in maniera indelebile. Ci si commuoverà per l'amicizia, gli addii e le battaglie memorabili che separano il Bene dal Male, per il gusto del linguaggio ricercato, calibratissimo, da fuoriclasse assoluto quale Tokien era.
Un libro da leggere e da mettere in cima a quelli da avere assolutamente e conservare a ogni costo.


martedì 3 dicembre 2019

Libro del giorno: Lettere (1914-1973)

Pubblicato in Italia, per la prima volta, all'inizio degli anni novanta con un altro titolo, questo tomo raccoglie alcune lettere che il grande autore de "Lo Hobbit" e "Il Signore degli Anelli" spedì a familiari, amici e collaboratori.
Si presenta con una nuova veste, tra cui una traduzione riveduta e corretta, nonché un'edizione anch'essa nuova a cura del figlio dello scrittore, Christopher Tolkien e il biografo Humphrey Carpenter.

Che cosa dire? Se siete fan, come me, del celebre J. R. R. qui c'è pane per i vostri denti: aneddoti, rivelazioni e curiosità sulle sue opere, sul perché di alcune scelte, editoriali e personali, o su taluni ritardi di scrittura o rifinitura, che vi daranno molte risposte a riguardo, anche a chi, nel corso degli anni, ha cercato di tirare "dalla propria parte" Tolkien. Se, invece, siete solo curiosi e vi avvicinate a questo libro pur non conoscendo (o non amando le sue opere) la lettura sarà comunque emozionante: dalle lettere si evincono gli stati d'animo di un uomo di grande statura critica e e culturale, nonché un insieme di Storia e di vicende umane che si protraggono fino alla fine dei giorni dello scrittore e insegnante, dipingendo un affresco interessante e denso di fatti, notizie, incontri.
Insomma, da leggere fino alla fine: lo trovate dallo scorso anno nella nuova edizione Bompiani in tutte le librerie.
Se in carne e ossa, queste librerie, è meglio.